VINCENZO
CORRADO
Vincenzo Corrado
nacque in Oria il 29 marzo 1738 da Domenico e da Maddalena Carbone.
Rimasto orfano del padre, ancora adolescente, divenne paggio alla
corte di Don Michele Imperiali, Principe di Moltena e Francavilla
Fontana, Marchese di Oria e Gentiluomo di Camera di S.M. il Re delle
due Sicilie, che lo condusse a Napoli dove risiedette per diversi
anni. Appena maggiorenne, entrō a far parte della Congregazione dei
PP. Celestini nel convento di Oria. Dopo l'anno di noviziato,
Vincenzo fu chiamato dal Superiore Generale De Leo nella residenza
napoletana di S. Piero in Maiella, dove si specializzō negli studi
di matematica, di astronomia e di filosofia. Dallo stesso padre
generale fu avviato, anche, allo studio delle scienze naturali e
dell'arte culinaria, per la quale divenne famoso. Non diventō mai
sacerdote per cui, dopo la soppressione degli ordini religiosi si
stabilė a Napoli, ove rimase per cinquant'anni, insegnando la lingua
francese e spagnola ai figli delle famiglie aristocratiche della
cittā, pubblicando contemporaneamente molte sue opere che gli
diedero successo e notorietā. Questa notorietā gli divenne quando
era a "Capo dei Servizi di Bocca" della famiglia del Principe,
poiché molti illustri personaggi di un certo livello e rango, che
passavano da Napoli, invitati a mensa potettero constatare la fama
di questa opulenta ospitalitā pių spagnolesca che partenopea.
Parlando del suo lavoro il Corrado cosė si esprimeva: "L'abbondanza,
la varietā, la delicatezza delle vivande, la splendidezza e la
sontuositā delle tavole richiedevano una schiera di uomini d'arte,
saggi e probi". Questa mastodontica organizzazione era guidata
proprio da Vincenzo Corrado. Alle sue dipendenze lavoravano un
maestro di casa, un maestro di cucina e un maestro di scalco che
aveva il compito di acquistare, di cucinare, di dissodare e di
trinciare ogni tipo di animale, mentre una schiera di cuochi,
rispettando la gerarchia allora in uso, lavorava secondo la propria
specializzazione: vi era il cuoco friggitorie, quello per le
insalate, il pasticciere, il bottigliere e il ripostiere. Tutti
questi erano aiutati da una schiera di sguatteri e di serventi che
avevano il compito di girare intorno al tavolo per esibire lo
spettacolo fantasioso delle portate prima ancora d
i servirle. Tutta
questa organizzazione era coadiuvata da un piccolo esercito di
maggiordomi, domestici, ma volanti e paggi che interveniva non
appena il servizio di cucina consegnava le varie portate
artisticamente decorate. V. Corrado, a seconda, degli ospiti del
Principe preparava 1 Pranzi o le cene con particolare assortimento
di vivande accoppiandole con tanta fantasia e particolari
accorgimenti fine architettonici ed artistici al di formare una
coreografia sontuosa e raffinata. Egli stesso ci descrive
dettagliatamente queste composizioni con pregevole gusto e
raffinatezza lasciando, anche, delle visioni grafiche.