Oria Perla di Puglia

 

Abraham DonnoloIdomeneo LicioVincenzo CorradoFrancesco Milizia

           
 

IDOMENEO LICIO

 

Dopo, che quella moltitudine di cretesi, che tornando dall'assedio di Camico, vennero a naufragare sulle coste dell'antica Iapigia, ove presero stabile dimora edificandovi la cittā d'Hyria, in prosieguo si estesero in queste regioni e allargarono il loro dominio in tutta la Messapia; e vi edificarono altre cittā e castelli - (Erotodo - Polym: - Libro VII). Le cittā fabbricate dai cretesi nell'antica Messapia furono Manduria, Ereulea (oggi Erchie), Celio (oggi Ceglie), Carbina (oggi Carovigno), e molte altre, ora distrutte, tra le quali Felline, Muro, Alezio e Rudia - (Marciano libro II, Cap. VII, e libro IV, Cap. I) - (Albanese Parte II, Cap.II). Sul principio che i cretesi vennero a stabilirsi in queste regioni si ebbero contrarietā ed opposizioni da parte degli antichi abitatori, ma in prosieguo prevalendo a questi, ed assoggettandoli al loro dominio, si avanzarono ed occuparono a settentrione la Peucezia, oggi provincia di Bari, e vi edificarono una cittā, che appellarono Iapigia, in onore del loro primo gran Capitano Iapige. Dopo qualche tempo i medesimi Cretesi Messapi donarono la Cittā Iapigia ai Pedicli, venuti dall'Illiria, mutando il nome di Iapigia in quello di Bari, in onore del capitano dei Pedicli, che si chiamava Barione: (Plinio libro III Cap. II) - (Albanese Parte 1I - libro I). Poscia i cretesi, avanzandosi sempre pių, occuparono quella parte della Puglia piana, che si estende sino al Monte Gargano, e l'appellarono la Daunia, in onore del loro Re Dauno I: Quindi la Messapia, la Peucezia e la Daunia, presero il nome comune di Iapigia (Strabone lib. IV). Iapige, che fu il gran Capitano della flotta cretese, fu pure il primo Re della Messapia, e si ebbe pure immezzo alla fortissima Acropoli della cittā d'Hyria una sontuosa Reggia, da cui governō le altre cittā e castelli edificati e posti sotto il dominio dei Messapi (Albanese - Parte 11, Cap.V). Morto Iapige senza discendenti, i Messapi chiamarono al loro governo, il fratello del defunto Re Minos denominato Sale, che dimorava in Creta, ove regnava Licastro figlio di Minos; e siccome Sale fu l'inventore di macinare il grano e concimare i campi, fu chiamato pure Pilunno - (Marciano, libro 1, Capit. X). Fu Pilunno non solo Re della Messapia, ma anche del paese Rutili. Quindi dopo alcuni anni abdicō a favore del suo figlio, Dauno 1, il Regno della Messapia, ed egli passō a governare i Rutuli (Marciano ivi). Idomeneo fu valoroso guerriero, che regnō su i secondi abitatori di Creta, i Greci, e che meritō nella guerra contro Troja il vanto di Prode dell'asta ( Omero Iliade, libro II): Fu questo re, che primo importō in queste regioni le lettere ad una ' colonia greca ( Galateo, de Sitų Iapigiae) - ( Marciano, libro I, Cap. X). Fu Idomeneo che migliorō la penisola Messapica, facendovi costruire nuove cittā e castelli, eseguendovi molte opere utili d' ogni maniera (Arditi, Leuca Sal., Cap. V). Lo stesso fece ristorare la Cittā di Lecce, e nella Cittā d'Hyria fece aprire lunghe strade con sontuose fabbriche slargandola e cingendola con doppie e forti muraglie, e larghi fossati. Ad Idomeneo successe nel Regno il suo figlio Lacerte, dal quale discesero tutti i Re, che in prosieguo, governarono la Iapigia Messapica. Se poi tutti questi regnanti della stirpe cretese, dice l'Albanese ( Parte II, Cap. II ), de'quali per le varie vicende de'tempi, ignoriamo ; i nomi, abbiamo sempre tenuta la' loro residenza in Hyria, o in altre ' Cittā, che coll'avvicendarsi de'secoli fiorirono nella Messapia, noi lo ignoriamo. E' certo perō, che dal tempo di Lucerte fino alla dominazione Romana, per oltre 400 anni, tutti i Re Iapigi - Messapi furono tutti della discendenza di Idomeneo ed Erippa.