SHABBATAJ BEN ABRAHAM DONNOLO
Io Shabbataj figlio di Abramo, detto Donnolo il
Medico, fui strappato via dalla cittā di Oria, dalla mia terra
natale, dalle mani degli uomini di guerra israeliti, il secondo
giorno della settimana all'ora quarta, tempo del pianeta Marte, il
nove del mese di Tamuz dell'anno 4685 dalla creazione del mondo,
anno undicesimo del duecento quarantasettesimo ciclo. Furono uccisi
dieci maestri dotti e giusti, la cui memoria sia in benedizione: il
grande e pio rabbi Hasadiah ben Hananel di veneranda memoria mio
congiunto da parte di mio nonno rabbi Yoel, che riposi nell'Eden,
rabbi Ammon, mio maestro, rabbi Uriel il "Giusto", rabbi HiYYah,
rabbi Zadoq, rabbi Hod, rabbi Yermiahu, rabbi Nuriel ed altri pių
anziani della comunitā, guide della loro generazione, discepoli e
maestri, il cui ricordo sia in benedizione e tutti abbiano a
prendere parte nel mondo a venire, Amen!" Cosė Shabbataj ricorda la
sua cattura, quando aveva dodici anni, e l'uccisione di alcuni
insigni maestri dell'Accademia ebraica oritana, ad opera dei
Saraceni guidati da Abu Giafar Ahmad ibn UbaYd Shabbataj deve
essere nato, infatti, nel 913, sapendo che l'anno 4685 della
creazione del mondo corrisponde al 925 dell'era cristiana. Tali
notizie, del resto sono confermate anche da Ahimaaz ben Paltiel che
colloca, tuttavia la data del saccheggio di Oria non al 925 ma al
918. Cosė, infatti, il famoso scrittore della "Cronica familiare"
accenna al terribile avvenimento: Dimorarono gli Ebrei in Oria in
prosperitā/per diciassette giubilei. Quando venne il re degli
Israeliti/ e li allontanō da quella regione..." Gli altri storici,
tuttavia, concordano nel ritenere il 925 come l'anno del violento
saccheggio di Oria, sia che facciano parte dell'area cristiana che
di quella araba e musulmana, come il Cronista Romualdo Salernitano,
l'autore della Cronica Cassinese e il grande cronista arabo
contemporaneo Adhari. Questultimo, infatti con pių ricchezza di
notizie, cos ricorda il terribile avvenimento: "Abu Gia' far, figlio
di UbaYd il ciambellano, osteggiō i Rum in Sicilia ed espugnō molti
luoghi e tra gli altri la cittā di Oria, nella quale uccise seimila
combattenti e ne trasse fuori diecimila prigionieri. Vi prese anche
un patrizio che riscattō se stesso e la cittā con cinquemila mictal.
Interessante č, pure, la notizia che tramanda quanto fosse stato
grande il bottino di beni preziosi tolti da Abu Gia'far alle
disgraziate vittime oritane e ammassati in una stanza del palazzo
palermitano del Madlu, Ubhaid Allah. "Or uno dei suoi cortigiani -
scrive Ibn Adhari - raccontava di essere entrato nella sala dove il
Madhi stava a guardare quel bottino formato da una grande abbondanza
di gioie, drappi preziosi e monete e gli disse: "0 Padrone, io non
ho visto mai una magnificenza come questa qui!", "E' una parte della
preda fatta ad Oria - rispose il Madhi-". "Oh sė che č un fedele
servitore che riporta tanti tesori - disse il cortigiano volendo
lodare il ciambellano Abu Gia' far -". Per dio! - gli grido il
Madhi - Del cammello non mi ha portato che gli orecchi." Shabbataj,
dunque, dovette nascere in Oria nel 913 da Eleazar, discendente di
una famiglia ebrea molto facoltosa e colta, nota in tutta l'Italia
meridionale, oltre che in Egitto e nel mondo bizantino, per aver
dato lustro all'Accademia ebraica oritana, famosa officina di
cultura in quel mondo coperto quasi del tutto dalle tenebre e dalle
violenze dei Barbari, intenta a tramandare e ad approfondire gli
studi scientifici astronomici, cabalistici ma soprattutto quelli
biblico-teologici e medicofarmacologici.
A quattordici anni, Shabbataj ' iniziō gli studi
nell'Accademia dei suoi padri, quindi, divenuto adulto, si diede a
girare per cittā e regioni vicine e lontane dovunque chiamato da
principi ed autoritā religiose a causa della sua profonda conoscenza
medica e farmacologia. Fu a causa di questa notorietā, come racconta
l'autore della Vita di San Nilo 5 che Shabbataj ' fu chiamato a
Rossano Calabro per curare il Protogiudice Euprassio, lā gravemente
ammalato. La sua opera di medico, tuttavia, non si esaurė solo nella
pratica, correndo di qua e di lā a sanare gli ammalati che si
rivolgevano alle sue cure, ma si allargō nella coltivazione
dell'insegnamento, specialmente quando risedette a Salerno, presso
l'Accademia di Medicina, dove scrisse importanti opere mediche e
farmacologiche tra cui il "Sefer ha Hakar.
Uomo di vasta
cultura, scrisse, pure, lUmmazaloth" o Libro delle Costellazioni,
il Commento alla Baraita e il Commento al Libro della Creazione da
tutti gli esperti ritenuto come il pių importante capolavoro della
sua attivitā letteraria. Instancabile operatore di cultura,verso la
fine degli anni settanta,dovette passare definitivamente dall'Italia
in Oriente e ciō forse, a causa della totale devastazione della
cittā natale e della conseguente fuga della sua gente. I Saraceni,
infatti, nel 977, stando al cronista Lupo Protospata "bruciarono
Oria e portarono via, schiavi, in Sicilia tutti gli abitanti" La
morte lo colse tra il 983 e 986 in Crimea. Nonostante tanti secoli
passati, la memoria storica di Shabbataj ' ben Donnolo č rimasta
sempre intatta sia presso gli Ebrei di Israele che presso gli
abitanti di Oria. La capitale del giovane stato d'Israele, infatti,
non ha saputo fare meglio che dedicargli un Ospedale e un'importante
arteria cittadina. Oria,la sua cittā natale, gli ha, invece,
dedicato una Piazza, quella che frequentō da bambino e da giovane e
che con tante altre viuzze e stridette formano il tessuto urbano del
Rione giudaico ma che oggi si slarga al dl fuori delle mura
medievali che da lė a qualche decennio dopo l'immane distruzione del
977 sarebbero state innalzate dai Catalani bizantini.