Oria Perla di Puglia


Abraham DonnoloIdomeneo LicioVincenzo CorradoFrancesco Milizia

           
 

SHABBATAJ BEN ABRAHAM DONNOLO

 

Io Shabbataj figlio di Abramo, detto Donnolo il Medico, fui strappato via dalla cittā di Oria, dalla mia terra natale, dalle mani degli uomini di guerra israeliti, il secondo giorno della settimana all'ora quarta, tempo del pianeta Marte, il nove del mese di Tamuz dell'anno 4685 dalla creazione del mondo, anno undicesimo del duecento quarantasettesimo ciclo. Furono uccisi dieci maestri dotti e giusti, la cui memoria sia in benedizione: il grande e pio rabbi Hasadiah ben Hananel di veneranda memoria mio congiunto da parte di mio nonno rabbi Yoel, che riposi nell'Eden, rabbi Ammon, mio maestro, rabbi Uriel il "Giusto", rabbi HiYYah, rabbi Zadoq, rabbi Hod, rabbi Yermiahu, rabbi Nuriel ed altri pių anziani della comunitā, guide della loro generazione, discepoli e maestri, il cui ricordo sia in benedizione e tutti abbiano a prendere parte nel mondo a venire, Amen!" Cosė Shabbataj ricorda la sua cattura, quando aveva dodici anni, e l'uccisione di alcuni insigni maestri dell'Accademia ebraica oritana, ad opera dei Saraceni guidati da Abu Gia’far Ahmad ibn UbaYd Shabbataj deve essere nato, infatti, nel 913, sapendo che l'anno 4685 della creazione del mondo corrisponde al 925 dell'era cristiana. Tali notizie, del resto sono confermate anche da Ahima’az ben Paltiel che colloca, tuttavia la data del saccheggio di Oria non al 925 ma al 918. Cosė, infatti, il famoso scrittore della "Cronica familiare" accenna al terribile avvenimento: Dimorarono gli Ebrei in Oria in prosperitā/per diciassette giubilei. Quando venne il re degli Israeliti/ e li allontanō da quella regione..." Gli altri storici, tuttavia, concordano nel ritenere il 925 come l'anno del violento saccheggio di Oria, sia che facciano parte dell'area cristiana che di quella araba e musulmana, come il Cronista Romualdo Salernitano, l'autore della Cronica Cassinese e il grande cronista arabo contemporaneo Adhari. Quest’ultimo, infatti con pių ricchezza di notizie, cos ricorda il terribile avvenimento: "Abu Gia' far, figlio di UbaYd il ciambellano, osteggiō i Rum in Sicilia ed espugnō molti luoghi e tra gli altri la cittā di Oria, nella quale uccise seimila combattenti e ne trasse fuori diecimila prigionieri. Vi prese anche un patrizio che riscattō se stesso e la cittā con cinquemila mictal”. Interessante č, pure, la notizia che tramanda quanto fosse stato grande il bottino di beni preziosi tolti da Abu Gia'far alle disgraziate vittime oritane e ammassati in una stanza del palazzo palermitano del Madlu, Ubhaid Allah. "Or uno dei suoi cortigiani - scrive Ibn Adhari - raccontava di essere entrato nella sala dove il Madhi stava a guardare quel bottino formato da una grande abbondanza di gioie, drappi preziosi e monete e gli disse: "0 Padrone, io non ho visto mai una magnificenza come questa qui!", "E' una parte della preda fatta ad Oria - ­rispose il Madhi-". "Oh sė che č un fedele servitore che riporta tanti tesori - disse il cortigiano volendo lodare il ciambellano Abu Gia' far -". “Per dio! - gli grido il Madhi - Del cammello non mi ha portato che gli orecchi." Shabbataj, dunque, dovette nascere in Oria nel 913 da Eleazar, discendente di una famiglia ebrea molto facoltosa e colta, nota in tutta l'Italia meridionale, oltre che in Egitto e nel mondo bizantino, per aver dato lustro all'Accademia ebraica oritana, famosa officina di cultura in quel mondo coperto quasi del tutto dalle tenebre e dalle violenze dei Barbari, intenta a tramandare e ad approfondire gli studi scientifici astronomici, cabalistici ma soprattutto quelli biblico-teologici e medico­farmacologici.

A quattordici anni, Shabbataj ' iniziō gli studi nell'Accademia dei suoi padri, quindi, divenuto adulto, si diede a girare per cittā e regioni vicine e lontane dovunque chiamato da principi ed autoritā religiose a causa della sua profonda conoscenza medica e farmacologia. Fu a causa di questa notorietā, come racconta l'autore della Vita di San Nilo 5 che Shabbataj ' fu chiamato a Rossano Calabro per curare il Protogiudice Euprassio, lā gravemente ammalato. La sua opera di medico, tuttavia, non si esaurė solo nella pratica, correndo di qua e di lā a sanare gli ammalati che si rivolgevano alle sue cure, ma si allargō nella coltivazione dell'insegnamento, specialmente quando risedette a Salerno, presso l'Accademia di Medicina, dove scrisse importanti opere mediche e farmacologiche tra cui il "Sefer ha Hakar”.

Uomo di vasta cultura, scrisse, pure, l’Ummazaloth" o Libro delle Costellazioni, il Commento alla Baraita e il Commento al Libro della Creazione da tutti gli esperti ritenuto come il pių importante capolavoro della sua attivitā letteraria. Instancabile operatore di cultura,verso la fine degli anni settanta,dovette passare definitivamente dall'Italia in Oriente e ciō forse, a causa della totale devastazione della cittā natale e della conseguente fuga della sua gente. I Saraceni, infatti, nel 977, stando al cronista Lupo Protospata "bruciarono Oria e portarono via, schiavi, in Sicilia tutti gli abitanti" La morte lo colse tra il 983 e 986 in Crimea. Nonostante tanti secoli passati, la memoria storica di Shabbataj ' ben Donnolo č rimasta sempre intatta sia presso gli Ebrei di Israele che presso gli abitanti di Oria. La capitale del giovane stato d'Israele, infatti, non ha saputo fare meglio che dedicargli un Ospedale e un'importante arteria cittadina. Oria,la sua cittā natale, gli ha, invece, dedicato una Piazza, quella che frequentō da bambino e da giovane e che con tante altre viuzze e stridette formano il tessuto urbano del Rione giudaico ma che oggi si slarga al dl fuori delle mura medievali che da lė a qualche decennio dopo l'immane distruzione del 977 sarebbero state innalzate dai Catalani bizantini.