Chiesa di san Francesco di Paola

 

L’attuale chiesa e l’attiguo convento furono costruiti intorno al 1580 al di sopra della cripta di san Barsanofio abate di epoca teodosiana con alcuni ritocchi fatti nel 1773 barocchi. La  chiesa era officiata dal Capitolo della Cattedrale, fu poi affidata ai frati minori di san Francesco di Paola meglio conosciuti come “I Paolotti”, che giunsero ad Oria tra il 1601 e il 1617, chiamati dal vescovo Lucio Fornari per officiare la chiesa. Vi rimasero fin quando non furono sostituiti dai Padri Carmelitani intorno al 1850, ma scacciati dalla legge napoleonica quest’ ultimi  rimasero qui fino al 1866. La chiesa ritorno al capitolo dalle cattedrale, ma il convento fu venduto ha cittadini privati oritani. Teodosio Maria Gargiulo vescovo di Oria, si prodigò per ricondurre la chiesa a un nuovo decoro; ma quando furono compiute le opere di restauro e riparazioni esterni,  vi fu’ un tremendo ciclone (21 settembre del 1897). Il ciclone si avvento contro la città, abbattendovi buona parte dei fabbricati, la chiesa di san Francesco di Paola fu duramente colpita, tanto che vi rimasero  soltanto le pareti perimetrali. Dopo  tanta rovina mons. Gargiulo non si scoraggio ma tornò con impegno a restaurare nuovamente la chiesa. Vi fece costruire ai lati esterni della chiesa due robusti barbacani, innalzò parte della facciata e inizio duri lavori di restauro anche nella cripta di san Barsanofio. Dopo pochi mesi mons. Gargiulo aprì la chiesa e la cripta al culto dei fedeli. La chiesa ha una pianta rettangolare formata da una navata terminante con il presbiterio sormontato da una cupola poggiante su archi a tutto sesto che scaricano tutto il loro peso su due pilastri e nella parte anteriore su due colonne binate. La parte superiore della navata è caratterizzata da volte con archi a sesto acuto intervallati da finestre per l’illuminazione della chiesa. Oggi la navata si presenta priva dei sette altari laterali; si conserva solo l’altare di san Francesco di Paola. Di notevole interesse vi troviamo l’altare di san Giuseppe, ornato di volute in stucco contenente tre tondi due dei quali aventi nella concavità i presepi in miniatura risalenti alla seconda metà del Settecento. Ai piedi dell’altare di san Giuseppe vi è un importante affresco raffigurante san Barsanofio posto, come ricordo della deposizione delle sue reliquie. La facciata è semplicissima, inglobata nel fabbricato  del convento dei Paolotti. Sul muro esterno della chiesa è ancora riconoscibile un architrave spezzato, decorato con pavoni, palmette e croci greche di epoca teodosiana (si tratta di materiale di riutilizzo) simile alle decorazioni bizantine che ritroviamo anche sul sarcofago dell’arc. Teodoro in Sant’Apollina.

 

Cripta di San Barsanofio