La chiesa dei Missionari
Gli
Imperiali di Genova,
che avevano la loro residenza in Francavilla F.na, detenevano il feudo di Oria,
Francavilla e Casalnuovo (Manduria). Essi vollero, il 4 ottobre 1744, per un
lascito del Marchese Andrea II, iniziare la costruzione della Casa di Oria, per
aderire alla volontà del celebre zio Cardinale Giuseppe Renato Imperiale. Il
grandioso convento fu costruito sulla collina denominata “Monte di S.Andrea” con
conci di carparo locale e fu terminato nel 1748, sotto il Marchesato di Michele
IV Imperiale, su progetto del Termine, ripreso ed ampliato dal Randelli. Finita
la costruzione, l'immobile ospitò i Padri Missionari di S.Vincenzo che vennero
in Oria il 26 giugno 1730 per volere di Andrea II Imperiale, Marchese di
Montafia. In questa casa dimorò ed operò
San Giustino De Jacobis. Egli
giunse il 27 ottobre 1823 in Oria; qui ricevette la tonsura ed i quattro ordini
minori mentre il 12 giugno 1824 ricevette la Sacra Ordinazione nella Cattedrale
di Brindisi. A Oria nella chiesa annessa alla Casa della Missione il Santo
celebrò la sua prima Messa. Nel territorio della Diocesi egli profuse il suo
spirito di santità operando in predicazioni e missioni evangelizzatrici prima di
partire per la Somalia. Nel 1866, in seguito alla legge che sopprimeva gli
istituti religiosi, i Padri Missionari dovettero lasciare Oria, la Casa della
Missione passò al demanio e da questo al municipio che vi collocò vari uffici
pubblici sino al 1934. Con il Concordato Lateranense del 1929, i Padri
Missionari rientrarono in Oria e solo nel 1936 ritornarono in possesso della
loro Casa e ripresero la loro attività sul territorio, avviando anche una Scuola
Apostolica. Durante la II Guerra Mondiale, la Casa della Missione venne
requisita nuovamente e occupata dai soldati Tedeschi che la adibirono ad
ospedale ed a carcere mandamentale. La pianta , con impianto a “L” si sviluppa
su tre piani: al seminterrato si trova un antico frantoio, mentre al pianoterra
le sale di rappresentanza e la Chiesa. Sul semplice complesso architettonico si
inserisce la facciata della Chiesa dedicata” all’Immacolata”, con un portale
in
marmo a timpano spezzato curvilineo. La chiesa ha un’unica navata e quattro
campate a volta. Rispetto all’ingresso si aprono, simmetricamente, due cappelle
con altari in stucco decorati a marmoliti che contengono rispettivamente le tela
di “S.Vincenzo De Paoli che consegna la
regola ai Missionari” e la tela di “Sant’Anna con Maria Bambina”
del XVIII sec. Gli elementi architettonici sono evidenziati da elementi in
pietra scialbati a calce. Una volta ellittica copre il presbiterio ed è
affrescata con soggetti di angeli e vari motivi architettonici ove è collocata
una tela della “ Madonna della Medaglia Miracolosa” realizzata negli anni ’60,
mentre ai lati, in nicchie, si trovano le statue di S.Giustino De Jacobis e
S.Giuseppe, protettore dei novizi missionari. Putti di gesso ornano le chiavi
degli arconi laterali mentre cartigli vari ornano la cornice di imposta della
volta centrale. La sagrestia è arredata con pregevoli manufatti lignei.
Ultimamente una parte della Casa della Missione è divenuta proprietà della
Diocesi di Oria, che vi
ha ubicato il Seminario Vescovile e il Centro Pastorale Interparrocchiale per la
città di Oria.