Chiesa di santa Maria della Scala

Santa Maria della Scala sorge a circa 2 km. dalla città, sulla via vec­chia per Manduria. Databile tra il XIII ed il XIV secolo, è vicinissima al proto-fiume Reale, asse centrale di un importante insediamento basi­liano, premessa indispensabile all'origine della chiesa stessa. Lun­go l'alveo di questo antico fiume vi erano moltissime grotte (ora di­strutte da un'incauta e gretta ope­ra di bonifica agricola), frequenta­te già nel V-IV secolo a.C. e riutiliz­zate dai monaci greci tra I'VIII ed il IX secolo, che testimoniavano quella fioritura cenobitica di cui, oggi, rimane solo la chiesa, anello di congiunzione tra la cultura o­rientale e quella occidentale. L'edificio, di stile romanico con interventi ed aggiunte successive, è in conci di carpa ro locale e pre­senta una manifattura qualitativa­mente pregevole. L'aspetto ester­no, semplice e squadrato, non ne farebbe supporre la funzione reli­giosa se non fosse per il piccolo ro­sone strombato e per il semicirco­lo absidale sul retro. Alla semplicità esterna si con­trappone un interno che si svilup­pa, al centro, nella navata del tem­pio ed, ai lati, in due piani sovrap­posti, occupati da locali di servizio e dalle celle dei monaci. L'unica na­vata, con volta ogivale, è tutta im­biancata con latte di calce; questo copre gli affreschi (scoperti di re­cente) che si sviluppano sull'intera superficie delle pareti. L'abside, oc­cupata da una mensa d'altare di pe­riodo successivo, è fiancheggiata da due nicchie, su cui si aprono al­trettante monofore. Interessanti ri­sultano le pitture murali delle celle superiori, raffiguranti scene del l'Antico Testamento e dell'Apoca­lisse, testimonianza del carattere di chiesa-eremo, una delle ultime, se non l'ultima, del Salento.