Chiesa di santa Maria di Gallana

La Chiesa si trova a circa 3 km a Nord-Est della Città sul tracciato che probabilmente era la continuazione della Via Appia. Nella zona, di notevole importanza, sono stati rinvenuti una necropoli ellenistica, resti di una villa romana appartenuta alla “gens Gerelliana” e la presenza di un casale medievale, dimora dei Calogeri, nel IX sec. Attorno all’anno 1000, il casale di Gallana fu distrutto e di esso rimase solo il rudere della Chiesa. Sulle origini e sul nome della Chiesa vi sono varie leggende: secondo il Matarrelli-Pagano (storico locale) la Chiesa fu consacrata da ventidue Vescovi, tra i quali S.Turpino (?), e fu edificata dalla regina Galerana presunta moglie di Carlo Magno, allorché questi scese nell’Italia Meridionale, dietro invito di Adriano I, per cacciare l’invasione dei Longobardi e dei Saraceni nel 776 d.C. Un’altra leggenda indica la fondazione della Chiesa intorno al 1095, quando la pia matrona Galerana di Francia, venne in Puglia in pellegrinaggio, facendo voto alla Madonna di costruirle un tempio sul luogo ove si sarebbe incontrata col suo sposo, reduce dalla Palestina con la I crociata guidata da Boemondo. Quindi, si suppone che tale luogo fosse divenuto punto di raccolta dei Crociati in partenza per la Terra Santa. Notizie certe sul Casale di Gallana risalgono intorno al 1275, anno in cui Carlo D’Angiò ne concesse la signoria ad Anglesina, moglie di Guido D’Arcelle. Secondo alcuni, la Chiesa di Gallana risalirebbe al periodo di massima espansione della civiltà rupestre basiliana in Oria (VIII sec.) e il suo nome potrebbe significare “chiesa costruita da Galla” o “chiesa di Galla”, nome che rimanda ad origini francesi. Della Chiesa originaria, a croce greca, restano l’abside e parte della navata destra che risalirebbero al VI sec. Un primo intervento di restauro sarebbe avvenuto nel XII sec. , mentre verso il XIV sec., la chiesa avrebbe assunto la tipologia a croce latina. L’ultimo intervento sulla chiesa è del XVIII sec. con la ricostruzione della facciata e del campanile a vela. Oggi, la chiesa si presenta con una navata longitudinale incrociata da due navate trasversali con volte a botte. Delle navate trasversali ne rimane solo una ed in essa si ammira il magnifico “Presepe litico” del XV sec., attribuito a Stefano da Putignano. Un’abside semicircolare racchiude il presbiterio, ove è sistemata una mensa di altare, in stile barocco, con edicola raffigurante la Madonna con bambino . Intorno alle pareti della chiesa sono visibili vari affreschi in stile bizantino risalenti, forse, al XIV sec. Dopo un periodo di completo abbandono negli anni ‘80 la chiesa è stata parzialmente restaurata e consolidata con interventi a carico dello Stato, essendone il legittimo proprietario. Nel 2001 lo Stato e per esso il Ministero degli Interno-Fondo Edifici di Culto, ha dato in concessione la Chiesa alla Diocesi di Oria per l’esercizio del culto. La ricorrenza della festa si celebra il 15 agosto mentre nella notte di vigilia è usanza recarsi alla Chiesa in pellegrinaggio denominato “ti li cientu cruci” (dei cento segni di croce), dove raggiunta la Chiesa si gira intorno all’altare recitando un’antica nenia.