Chiesa di san Benedetto
La Chiesa,
secondo lo storico oritano D. Tommaso Albanese, fu costruita nel 1115 insieme al
Monastero ed era intitolata a San Barbato. L'antica Chiesa, non più idonea al
culto perché pericolante, venne abbattuta e ne fu ricostruita un'altra tra il
1847 e il 1850 per iniziativa del vicario capitolare Don Cosimo Lombardi, con i
fondi della mensa vescovile, allora vacante per la morte di Mons. G. Domenico
Guida. Dell'antica chiesa rimane oggi solo il campanile, dalle eleganti
balaustre seicentesche a traforo. La nuova chiesa, in stile neoclassico,venne
dedicata a "S. Maria del Ponte", di cui si conserva una tela realizzata nel
1857. La facciata si presenta a due ordini sovrapposti con fastigio curvilineo.
L'interno a navata unica, con transetto accennato, è illuminata da un'ampia
cupola. Tutt'intorno alle pareti è posta una balconata a grate sorretta da varie
colonne con capitelli ionici, mentre la pavimentazione, di scuola napoletana, è
composta da mattonelle di ceramica smaltata. Nella Chiesa sono conservate varie
opere pittoriche di notevole pregio, tra cui alcune provenienti dalla vecchia
Cattedrale. Il Convento delle Suore Benedettine fu costruito nel sec. XVII sulle
rovine di quello eretto dalla Principessa Costanza. Quest'ultima vittima di una
congiura ordita dai feudatari pugliesi contro di lei, a seguito della morte del
marito il Principe Normanno Boemondo I, dopo essere stata liberata, si rifugiò
ad Oria. Arrivata ad Oria, la Principessa dimorò nel maniero normanno, presso il
quale fece erigere il Monastero delle Benedettine, anch'esso sotto il titolo di
S. Barbato, il grande Arcivescovo che aveva retto la Chiesa di Benevento negli
anni della conversione dei Longobardi alla fede cristiana. Tra il 1791 e il
1793, le benedettine acquistarono i fossati, il terrapieno e le due torri con la
base del Castello poiché con loro confinanti. Con la caduta del Regno Borbonico,
il nascente Stato Italiano incamerò nel suo patrimonio il monastero e la Chiesa
delle Benedettine (1866). Nel 1869 il Comune di Oria veniva in possesso del
Castello compreso il Monastero. Tra il 1903-1904 il Consiglio Comunale
deliberava di destinare i locali del monastero ad opere di pubblica utilità. Nel
1906 il Dott. B. Errico chiedeva ed otteneva dal Comune di Oria, l'uso gratuito
del monastero da destinare alla formazione delle ragazze di Oria. Nel 1909
giungeva ad Oria, a seguito del terremoto di Messina, S. Annibale M. Di Francia
che chiese ed ottenne dal Dott. Errico, con l'assenso del Vescovo, il monastero
per le Suore Figlie del Divino Zelo. Nel monastero si trova ancora arredata la
stanza ove visse il Santo P. Annibale, contenente varie reliquie e i suoi
indumenti, mentre al lato del portale d'ingresso è posto il suo busto marmoreo (sec.XX).
Oggi, il convento continua ad ospitare le Suore Figlie del Divino Zelo nelle
loro varie opere di accoglienza ed assistenza amorevole verso i bambini e le
ragazze in difficoltà.